Rieti, è subito Capuano show

09.01.2019 22:36

Eziolino Capuano torna ad allenare. E lo fa con la solita verve, a partire dalla conferenza stampa di presentazione. Il neo-tecnico del Rieti, ha così commentato nella sala stampa dello "Scopigno" il suo approdo nel Lazio: "Voglio ringraziare subito immediatamente l’avvocato Mauro che ha permesso il mio arrivo qui a Rieti - riporta il sito ufficiale degli amarantocelesti - sono felice della sua presenza in questa conferenza. Quella di venire a Rieti non è stata una scelta occasionale, sono un allenatore navigato che ha molta esperienza alle spalle e che dagli anni ‘90 non è mai stato fermo. E’ stata una scelta meditata, sicuramente influenzata dalle capacità di chi mi ha voluto qui.
Per me la garanzia sono gli uomini che lavorano nella squadra in cui vado, ieri ho avuto la fortuna di conoscere il presidente con il quale è scattata subito una forte empatia, soprattutto per le parole che mi ha detto, parole che mi hanno commosso per l’attaccamento dimostrato verso questi colori. Sono consapevole della responsabilità che mi sto assumendo e per me allenare il Rieti è il massimo in questo momento. Qui un progetto importante fatto da persone straordinarie che hanno investito prima sulla mia persona che sul mio modo di allenare. Ho visto giocare questa squadra, un gruppo molto giovane, ma dotato di giocatori che conosco e che mi hanno impressionato per l’applicazione dimostrata negli allenamenti di oggi.
Penso di essere stato uno dei primissimi a portare il 3-5-2 in Italia, un sistema di gioco che devi saper fare e che mi ha dato molte soddisfazioni. Qui un gruppo di ragazzi eccezionali, ma c’è sicuramente bisogno di qualcosa in più in ogni reparto perché bisogna mantenere questa categoria difficilissima. Ho avuto l’opportunità di giocare tutti e tre i gironi di Serie C e senza dubbio quello che affrontiamo è il più competitivo e il più duro, fatto di trasferte molto difficili e vi assicuro che non sarà affatto facile, ma la società mi ha dato le più ampie garanzie e il mio obiettivo, aldilà dei risultati, sarà quello di portare più gente possibile allo stadio, se non riuscirò in questo obiettivo non sarò soddisfatto”.
Poi un paragone niente male: "Questa società ha fatto un grande sacrificio economico e bisogna dargliene atto perché insieme a me è arrivato uno staff di altissima qualità e grande preparazione, un investimento importante insomma. Mi hanno spinto a venire qui Gianni, Curci e Di Santo e per me in questo momento il Rieti è come il Real Madrid, il Barcellona, il City, lo dico con molta schiettezza. A San Benedetto uno dei miei più grandi lavori, ho preso una squadra al nono posto e l’ho portata fino al secondo posto, non avendo avuto successivamente la possibilità di giocarmi i playoff. Io non mi pongo limiti, chi smette di sognare non può fare questo lavoro, quando non avrò più l’adrenalina, quando smetterò di prendere le gocce di valium per l’appello prima della gara smetterò. Ora vi assicuro, e non è una frase di circostanza, che questi ragazzi usciranno dal campo con la maglia sporca di sudore e di sangue perché daranno tutto in ogni incontro per questo club. L’obiettivo resta la salvezza, ma ripeto non voglio porre limiti. Altre squadre si sono interessate a me, sicuramente sapete quella che ha provato a frenare ogni mio tipo di spostamento, altre le ho ascoltate, sicuramente, ma ho scelto Rieti per le persone che fanno calcio qui e questo mi ha convinto. Giocheremo tutte le partite dando la vita e per me oggi la più grande emozione è avere questa sciarpa al collo, le altre sono emozioni da campo, la priorità è difendere questi colori in ogni stadio".
A Capuano sono arrivati anche complimenti importanti: "Conosco bene Mourinho, lo stimo, mi ha chiamato Montella che ho cresciuto quando era un ragazzino ad Empoli, ma non è importante chi ti chiama, l’importante è che mi abbia chiamato il Rieti. Il mister che era qui prima, che non ho avuto occasione di conoscere, ha fatto molto bene, senza dubbio. Sono qui per rispettare tutti i tifosi e la responsabilità che ho è quella di far rispettare il popolo. Non sono un allenatore solo della squadra, sono un allenatore del popolo che pensa a chi vive una settimana intera per la propria fede, senza badare al numero, possono essere centomila, ventimila, dieci, cinque, vanno rispettati. Per me va in campo chi merita, non sono un allenatore da computer, nessuno può dirmi chi deve giocare, non esiste. Nel mio staff Giuseppe Padovano che non posso definire un allenatore in seconda perché sarebbe riduttivo, in molte cose è più bravo di me, e Domenico De Simone che lavora sul campo, perché siamo uno staff che lavora molto sul campo. Preparatore atletico e preparatore dei portieri sono gli stessi e già li conoscete.”

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